Paolo Virzì
Tutta la Vita Davanti
27/03/2008 | postato da: Marco Spagnoli |
Commenti 0
Tutta la vita davanti è, soprattutto un racconto del nostro tempo con le sue luci e le nostre ombre. Noi non ce la sentiamo di stracciarci le vesti e come novelli Savonarola annunciare la fine del mondo. Viviamo in un’epoca difficile costellata di nuove forme di sofferenza, solitudine e sfruttamento. Questi non sono più anni relativamente ‘facili’ da leggere. Non è più l’era di Miracolo a Milanodove il cattivo di turno era identificabile immediatamente nel padrone arrogante con il cilindro. La società è cambiata e noi dobbiamo attrezzare uno sguardo nuovo, altrimenti il rischio è quello che non capiremo mai nulla e andremo dietro sempre a dei luoghi comuni un po’ melensi e consolatori. Questo film racconta qualcosa di nuovo: il disagio moderno nei confronti del lavoro e della vita. Non c’è più la fabbrica fumigante di Metropolis, né la catena di montaggio di Tempi moderni con Charlot e la condizione delle ragazze protagoniste di questo film è quella di tutti quanti noi: nel bene e nel male. Tutti quanti siamo dei precari. Personalmente non credo che nessuno che viva una qualsiasi nostalgia nei confronti del passato fantozziano ‘dalla culla alla tomba’ dentro alla stessa azienda a temere i furori del mega direttore galattico. La vita moderna è senz’altro un’esistenza di natura flessibile dove si può e si deve cambiare. La flessibilità, però, deve diventare un’opportunità e non una debolezza per subire un’atroce ingiustizia.
Tutta la vita davantiè,soprattutto un racconto del nostro tempo con le sue luci e le nostre ombre. Noi non ce la sentiamo di stracciarci le vesti e come novelli Savonarola annunciare la fine del mondo. Viviamo in un’epoca difficile costellata di nuove forme di sofferenza, solitudine e sfruttamento. Questi non sono più anni relativamente ‘facili’ da leggere. Non è più l’era didove il cattivo di turno era identificabile immediatamente nel padrone arrogante con il cilindro. La società è cambiata e noi dobbiamo attrezzare uno sguardo nuovo, altrimenti il rischio è quello che non capiremo mai nulla e andremo dietro sempre a dei luoghi comuni un po’ melensi e consolatori. Questo film racconta qualcosa di nuovo: il disagio moderno nei confronti del lavoro e della vita. Non c’è più la fabbrica fumigante di, né la catena di montaggio dicon Charlot e la condizione delle ragazze protagoniste di questo film è quella di tutti quanti noi: nel bene e nel male. Tutti quanti siamo dei precari. Personalmente non credo che nessuno che viva una qualsiasi nostalgia nei confronti del passato fantozziano ‘dalla culla alla tomba’ dentro alla stessa azienda a temere i furori del mega direttore galattico. La vita moderna è senz’altro un’esistenza di natura flessibile dove si può e si deve cambiare. La flessibilità, però, deve diventare un’opportunità e non una debolezza per subire un’atroce ingiustizia.
Paolo Virzì
Commento inserito!
Nessun testo per il tuo commento
Controlla l'inserimento del codice di verifica!
Il tuo commento sarà visibile non appena il proprietario del blog lo avrà approvato
Il tuo commento contiene troppi link
Attenzione, si è verificato un errore nella procedura, riprova più tardi
Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@