
Gli Oscar e l’incognita dell’Audience e della Crisi
Di Marco Spagnoli
(Los Angeles) – Mentre fervono i lavori sull’Hollywood Boulevard, già chiuso al traffico, dove è incastonato all’interno di un centro commerciale, il Kodak Theatre, sede ufficiale della serata degli Oscar, l’Academy si trova dinanzi un’importante sfida artistica e commerciale: quella dell’Audience.
Come Sanremo, infatti, nemmeno al premio cinematografico più importante del mondo possono più bastare soltanto la tradizione e il prestigio: ci vuole il pubblico che seguirà da casa la trasmissione di domenica sera (notte inoltrata in Italia).
Mentre per quello che riguarda i premi, i favoriti restano The Millionaire e il suo regista Danny Boyle, nonché Mickey Rourke cui il pubblico americano innamorato delle storie di stelle che rialzano la testa dalla polvere sembra avere perdonato gli eccessi e le presunte violenze domestiche del passato, l’incognita dell’Audience rappresenta un vero problema. Ecco quindi che i due produttori della serata, Laurence Mark e Bill Condon hanno arruolato una squadra di professionisti per fare riprendere gli ascolti dal tonfo del 2008 quando, davanti alla televisione, c’erano appena trentadue milioni di persone che – in America – significa praticamente nessuno.
Lo Show di quest’anno, sebbene avvolto in gran parte nel segreto, sarà molto diverso da quello delle edizioni passate. A condurre la serata, non un comico, ma un attore fascinoso e di talento come Hugh Jackman i cui testi saranno scritti da Jon Macks e Bruce Vilanch, veterani della realizzazione dei testi delle serate degli Oscar cui verrà aggiunto il tocco molto femminile della penna di Jenni Bicks sceneggiatrice di Sex and the City , nonché autrice di alcune battute per i discorsi del Presidente Bill Clinton.
Tra i tanti nomi di grandi professionisti coinvolti direttamente nella realizzazione della serata, spicca quello del compositore Michael Giacchino nei panni del conduttore dell’orchestra. L’autore delle musiche di Lost, Gli Incredibili e Ratatouille (per cui è stato anch’egli nominato alla statuetta) guiderà un’orchestra di quarantuno elementi.
Tra le novità che, si presume, possano rendere memorabile e diversa questa edizione degli Oscar c’è anche il coinvolgimento di due registi famosi: Judd Apatow autore di Quarant’anni Vergine, Molto incinta e altre commedie che avrebbe realizzato un piccolo quanto misterioso cortometraggio.
Baz Luhrmann, il cui film Australia è stato del tutto ignorato dall’Academy, invece, ha curato le coreografie di alcune sequenze di canto e di ballo che pare coinvolgeranno direttamente alcune delle Star presenti.
Canzoni e danze allungheranno lo Show che, in genere, supera regolarmente le quattro ore? Jackman promette di restare al di sotto delle tre ore e mezza, anche se afferma di volere, al tempo stesso, riportare la notte degli Oscar ad essere la più importante di tutte quelle del mondo dello spettacolo.
Una ‘big night’ indimenticabile in una California, però, tutt’altro che nel mood più adatto all’evento. La crisi dei posti di lavoro e la presunta incapacità del governatore Arnold Schwarzenegger a tutelare la qualità della vita del più grande Stato della nazione, sembrano distrarre in maniera significativa l’attenzione dalla gente dalle Stelle del cinema. La California vive un momento di crisi con pochi precedenti nella sua storia e le tante feste per celebrare la vittoria saranno tenute in un tono minore rispetto al passato.
Nonostante questo The Elton John Aids Foundation Gala, una Festa in cui si vedec in Tv la serata e che funge anche da after party ha già venduto tutti i suoi biglietti che costano tra i 3500 e 5500 dollari. Ogni nominato all’Oscar, poi, riceverà, da parte degli sponsor, anche quest’anno un cesto di regali dal valore complessivo di 35.000 dollari. Tra i doni: un cronografo Apiana da 6500 dollari destinato, tra gli altri, anche a Meryl Streep che con Il Dubbio ha conquistato la sua ‘leggendaria’ quindicesima nomination, vincendo due volte la statuetta.





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