"Mi piace la definizione di epica della normalità per la storia di Sonetàula, perché - in verità - la Sardegna, quasi sempre, è stata portatrice non della 'Grande Storia', ma di qualcosa di minore. Anche la Seconda Guerra Mondiale ci ha toccato 'di striscio' e mentre sul Continente c'erano storie come quella di Roma Città Aperta scritta e fotografata con il terreno ancora caldo e la pistola quasi fumante, sulla mia isola non c'erano, di fatto, corpi lacerati e straziati con la stessa violenza di altrove. La nostra è una 'piccola storia' fatta di individui che arrancano per sopravvivere la sfida vera è soprattutto quella con la Natura e con il paesaggio che sembra determinare le sorti dei personaggi."
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